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Lancia KO in 10 mosse (1a parte)

Pubblicato da Fabio il 17/04/2016 alle 20:37 in "Lancia e Motori".
Le 10 mosse che hanno portato un marchio leggendario al tracollo.

1) Il ritiro dalle corse

Comunicato del 18 dicembre 1991

La Lancia unica casa costruttrice al mondo ad avere vinto 10 titoli iridati Rally, dopo essersi aggiudicata il quinto successo consecutivo con la Delta e il Mondiale piloti con Kankkunen, ha deciso di sospendere l'attività agonistica. Le risorse umane di prim'ordine fino ad oggi impegnate nei programmi sportivi saranno utilizzate per lo sviluppo di piani tecnologici avanzati che troveranno applicazione nella produzione di serie. (...)

Questo è un estratto dell'addio definitivo della Lancia dal campionato mondiale Rally, da quel momento in poi la Delta HF Integrale avrebbe continuato a correre con le insegne del Jolly Club, ma senza il supporto della casa madre.
In seguito al ritiro dalle competizioni della Lancia, tutte le risorse (sia economiche che tecnologiche) vennero in realtà investite sull'Alfa Romeo, che proprio in quegli anni iniziava a cimentarsi nei campionati di velocità turismo.
La prima versione di 155 GTA (anno 1992), come dichiarato dallo stesso pilota Larini, era sostanzialmente una Lancia Delta Integrale con sopra la carrozzeria della vettura di Arese.
Con il ritiro dai rally, la Lancia perse un importante strumento promozionale, che fino ad allora aveva dato grande visibilità al marchio in Italia, ma anche all'estero.

2) La chiusura dello stabilimento di Chivasso

Nell'estate del 1993 lo stabilimento Lancia di Chivasso, uno dei quattro complessi produttivi originali della Lancia, viene dismesso (con relativo smontaggio dei macchinari) e ceduto alla Carrozzeria Maggiora, riassorbendo solo una parte della forza lavorativa originale.
In quel periodo Chivasso era in piena attività perché vi veniva prodotta la Dedra, modello che garantiva ancora, a cinque anni dall'introduzione, circa 40000 unità all'anno.

100000 Lancia Dedra
100000 Lancia Dedra

Da precisare che lo stabilimento non era così obsoleto, nel corso degli anni era stato più volte aggiornato e intorno alla fine degli '80 aveva ricevuto un impianto di verniciatura moderno con vasche per la zincatura totale (solo BMW in Europa era dotata di tecnologie simili).
La chiusura di Chivasso rappresentò oltre alla perdita di un simbolo storico del marchio, anche una perdita di competenze e capacità tecnologica, la dispersione di una forza lavoro orientata alla produzione di qualità.

3) L'abolizione della sportività

Con l'ingresso dell'Alfa Romeo nella galassia Fiat, si venne a delineare una strategia particolare per i marchi di Borgo San Paolo ed Arese, l'obiettivo era quello di limitare al massimo la concorrenza interna.
Per ottenere questo risultato, mentre Alfa mantenne tutto sommato le proprie caratteristiche, Lancia venne privata completamente di ogni velleità sportiva e si ridusse a produttore di macchine eleganti e lussuose per attaccare il segmento premium.

Le Lancia sono state fin dall'origine vetture di classe, brillanti e veloci e negli anni hanno collezionato un gran numero di partecipazioni sportive e vittorie non solo in ambito rally, ma anche su pista.
Fermarsi unicamente alla grande epopea del rally della Squadra Corse HF Lancia è però limitante.
Ricordiamo ad esempio la partecipazione della Lambda e l'Aurelia alla Mille Miglia, le vittorie della D24 alla Carrera Panamericana e quelle dell'Augusta, dell'Aurelia, della D20 e della D24 alla Targa Florio, fino ad arrivare alla D50 la prima Lancia in F1 che vinse il titolo sotto le insegne Ferrari, infine la Beta Montecarlo Turbo vincitrice per due anni del Campionato Mondiale Sportprototipi; quindi i fatti sembrerebbero smentire la famosa affermazione che la Lancia non ha le competizioni nel proprio DNA.

Privare la Lancia del suo lato sportivo ha significato stravolgere l'identità del marchio, distorcerne la filosofia per trasformare le auto dallo scudetto blu in berlinone lussuose dall'impostazione paciosa e confortevole.
Invece di sfruttare la leva promozionale dei successi sportivi per aumentare la notorietà del marchio ed il suo valore, si è scelto di nascondere questo glorioso passato per incentrarsi sull'ostentazione del lusso.

4) La perdita del valore tecnologico

Di pari passo con la negazione della sportività di Lancia si è assistito ad un'altra mossa, quella di privare il marchio dei contenuti tecnologici.
Lancia ha dato un grande contributo all'evoluzione tecnologica del settore automobilistico, a lei si devono: l'impianto elettrico integrato, la scocca portante, le sospensioni anteriori a ruote indipendenti, i motori a 6 cilindri a V di 60°, i motori 4 cilindri a V stretto, la doppia sovralimentazione (volumetrico più turbo) e tante altre cose.
Da metà degli anni '90 in poi, in Fiat le innovazioni tecnologiche, i motori più performanti, gli schemi delle sospensioni più evoluti, vengono riservati ad Alfa Romeo, mentre la Lancia viene via via appiattita al livello dei marchi generalisti.

Gli esempi sono innumerevoli, eccone alcuni:

• la Dedra Integrale e l'Alfa 155 Q4 pur avendo stesso pianale e stessa meccanica ricevettero motori diversi. Per la berlina Lancia venne usato il motore 2.0 Turbo 8V della Delta in versione 180CV, mentre per la sorella milanese la versione più moderna a 16V da 186CV. Tutto questo fino al 1994, quando anche la Dedra (finalmente) ricevette la versione a 16V, però depotenziata a 139CV e resa disponibile solo con allestimento SW (n.d.A. un trionfo della sportività).

• la Delta II (del 1993) non ricevette mai la trazione integrale

• la Lancia Lybra oltre ad arrivare sul mercato con un grave ritardo ricevette i motori 1.9 JTD da 8V fino a 116CV, mentre la contemporanea Alfa 156, oltre alla versione 8V, ricevette anche i nuovi 1.9 JTDm 16V fino a 150CV, per ottenere la stessa potenza la clientela Lancia doveva scegliere il più oneroso 2.4 JTD.

• la Lancia Lybra ricevette sospensioni McPherson all'anteriore e BLG al posteriore, mentre l'Alfa 156 una raffinata sospensione a quadrilateri alti all'anteriore e McPherson (di derivazione Lancia Delta) al posteriore

• la Giulietta venne sviluppata su un nuovo pianale dotato di sospensione Multilink al posteriore mentre la contemporanea Delta (3a serie) venne sviluppata sul pianale Bravo (evoluzione di quello della Stilo) con sospensioni assolutamente convenzionali (ponte torcente al posteriore)

• l'attuale Ypsilon (modello 2012) a differenza della Fiat 500 con la quale condivide pianale e motori, non ha mai ricevuto (ad oggi) un motore a benzina più potente del TwinAir 85CV, mentre sulla piccola torinese sono disponibili sia il TwinAir da 105CV che il più potente 1.4 MultiAir.

Le poche innovazioni tecnologiche proposte sulle Lancia moderne si sono limitate al sistema di condizionamento e trattamento aria della Lybra (ora presente su Giulietta), alle luci a LED della Thesis (impianto elettrico in parte riutilizzato su Maserati Quattroporte) e poche altre.

PS. La Thesis meriterebbe un capitolo a parte...

5) I progetti mai realizzati

In questo quarto di secolo di agonia del marchio sono stati presentati al pubblico, sia da parte del personale Fiat/Lancia, che da studi di design privati, tutta una serie di progetti che, purtroppo, non hanno mai visto la luce.
Un breve elenco non esaustivo:

Lancia Thema Integrale
La Thema 8.32 necessitava di una trazione adeguata alle prestazioni del motore otto cilindri Ferrari, quindi si pensò di realizzare una versione a trazione integrale in modo da rendere la berlina più "gestibile". Il progetto venne abbandonato.

Lancia Thema Integrale
Lancia Thema Integrale

Lancia Bertone Kayak
La Kayak fu una concept car proposta da Bertone per la realizzazione del nuovo coupé Lancia, all'epoca in sviluppo, lo stesso Gianni Agnelli apprezzò molto il modello.
Il progetto non ebbe seguito e la Lancia presentò la K coupé come oggi la conosciamo.

Lancia Bertone Kayak
Lancia Bertone Kayak

Lancia Nuova Fulvia
Nel 2003 due designer del gruppo Fiat, Flavio Manzoni e Alberto Dilillo realizzarono un prototipo marciante di una nuova Fulvia Coupé basata sul pianale della Fiat Barchetta. Il prototipo ricevette grandi apprezzamenti dagli appassionati e dalla stampa nazionale.
Il progetto non ebbe seguito perché il pianale della Barchetta era obsoleto e non si volle investire per sviluppare il modello su un pianale moderno. (Nota: in seguito Manzoni abbandonò il Centro Stile Fiat.)

Lancia Nuova Fulvia Coupé
Lancia Nuova Fulvia Coupé

Lancia Pininfarina Nuova Strato's
Nel 2010 la Pininfarina realizzò per un facoltoso appassionato una riedizione della Lancia Strato's basata su pianale Ferrari e meccanica F430, anche in questo caso il prototipo ricevette grandi apprezzamenti.
Oltre al prototipo non sono stati realizzati altri esemplari perché Ferrari ha negato la disponibilità a fornire ulteriori pianali e motori.

Lancia New Stratos
Lancia Nuova Stato's

Fine prima parte

Commenti, critiche, aggiunte, segnalazione di errori e imprecisioni sono ben accetti.


Prossimamente:

Lancia KO in 10 mosse (2a parte)

Lancia: come ripartire da zero
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