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Di Cloud ed altre cosette

Pubblicato da Fabio il 23/01/2012 alle 23:29 in "Web e blogopalla".
Ultimamente, nell'internet mondiale, sono successe tutta una serie di cose che dovrebbero far riflettere noi cittadini "digitali".
La chiusura di alcuni siti di file sharing ha fatto comprendere istantaneamente a tutti la fragilità di memorizzare dati su servizi web. Questi avvenimenti dovrebbero anche farci riflettere su quanti dati, più o meno sensibili, non sono più in nostro pieno possesso perché memorizzati in un servizio Cloud, oppure in un social network.

Il problema è proprio questo, con internet, il computer, i social network siamo ormai assuefatti a distribuire tutta una serie di informazioni e dati in più luoghi e servizi. Così le foto sono su Facebook, i file sono su Dropbox o Google doc, i video su YouTube, tante frasi e storie sono su un blog.
Il problema è che tutti questi dati non sono più "completamente" nostri, ma sono ceduti in custodia (e uso) ai vari servizi web che, come Megaupload, Splinder, Buzz, etc. etc. potrebbero chiudere da un momento ad un altro.

Che Dropbox sia più affidabile del proprio hard disk può anche essere statisticamente vero, ma su quel servizio non hai nessun tipo di controllo, se un giorno decidessero di cancellare (è solo un esempio) tutti i file ".txt" degli utenti potrebbero farlo. Portando il ragionamento all'estremo ci troveremmo di fronte ad una specie di "Fahrenheit 451 versione 2.0".

Le informazioni ossia: le preferenze, i gusti, gli acquisti, la musica, le fotografie, la posizione geografica, sono tutti dati utili per i servizi web, i quali cercano in tutti i modi di venirne in possesso per trarne profitto.
Magari possiamo anche ignorare questi "ficcanaso digitali", ma più disperdiamo informazioni in rete e meno riusciremo: a tenerne traccia, ad utilizzarle e soprattutto a preservarle per il futuro.
Vi lascio tre domande per riflettere.

Dove sono i tuoi "dati e/o informazioni"? Possiedi una copia (in un unico luogo fisico) di tutti questi dati? Quanto è aggiornata e completa questa copia?
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Lancia(ti) verso il baratro

Pubblicato da Fabio il 08/01/2012 alle 21:55 in "Cavolate".
Nei mesi scorsi avevo visitato il canale YouTube della Lancia, dove era stato inserito il video pubblicitario della nuova ammiraglia. Visto che c'ero, avevo lasciato un ironico commento a proposito di questo nuovo modello.

Lancia a trazione posteriore???
C'è più spirito Lancia in una Panda 4x4, almeno quella è "integrale"!

Diciamo che non ero il solo a sfottere il nuovo capolavoro italiano, i più concreti si limitavano a riportare i quattro caratteri infamanti (300C), altri invece criticavano in modo peraltro costruttivo la qualità dello spot.
Scopro ultimamente che il video è stato impostato come "non pubblico" e sostituito da una nuova versione, che è praticamente uguale alla precedente, però senza i fastidiosi commenti degli utenti.

YouTube ed il web in generale, se ben sfruttati potrebbero portare una grande pubblicità all'azienda che li utilizza. Nel canale Lancia invece ci si limita a caricare i vari spot e lasciarli a loro stessi, senza che ci sia la benché minima interazione fra Lancia e utenti/clienti (a parte cancellare i video chiaramente). Niente interazione, niente informazioni, solo spot; gli stessi che puoi vedere in TV la sera.

In fin dei conti, questo di YouTube è l'ultimo dei loro problemi, perché con tutta la buona volontà, difficilmente questi video potranno convincermi che quella specie di limousine americana da 2 tonnellate, con cerchi da 18 pollici e motori da furgone sia una Lancia.
Così fra marketing centrato sul lusso, strategia aziendali da world car e centro stile che non riesce a disegnare una linea decente, l'identità del marchio è "andata alle ortiche".
Abbastanza emblematica l'immagine dell'intera gamma Lancia, ogni modello ha una calandra diversa dall'altra: più alta, più bassa, squadrata, trapezoidale e nessuna di queste ricorda quella delle vecchie Lancia.

Per il lancista nostalgico non resta che sperare in una Lancia Panda Integrale, si cambiano un paio di scudetti ed il gioco è fatto...
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Una terna trifase, il grafico

Pubblicato da Fabio il 18/12/2011 alle 15:33 in "Tecnologia applicata".
Scoperta or ora una nuova funzionalità del famoso motore di ricerca. Se digitate una equazione, di qualsiasi tipo, nella casella di ricerca, il nostro caro zio Gugol provvederà istantaneamente a generare il relativo grafico.

Facciamo subito un esempio con una terna trifase, come vedete zoomando un po', non si tratta altro che di tre sinusoidi sfasate.

In poche parole, una terna trifase è composta da tre tensioni sinusoidali di 230V (valore efficace o RMS), 50Hz di frequenza di oscillazione, ognuna sfasata di 120° rispetto all'altra. Ogni singola tensione è comunemente detta "fase".
In questo caso le tensioni sono misurate rispetto ad un potenziale di riferimento comune (il neutro) e quindi si parla di terna di tensioni stellate.
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Conguaglio addizionale comunale?

Pubblicato da Fabio il 18/12/2011 alle 11:32 in "Secondo me".
Torno nuovamente sull'argomento, perché sul finire dell'anno molti hanno già ricevuto un "bel regalo" nella bolletta dell'energia elettrica in consegna in questi giorni.

Sulla bolletta è comparsa una nuova voce: "Conguaglio addizionale comunale L10/2011".
Secondo la legge indicata dalla dicitura, i comuni hanno avuto l'autorizzazione ad applicare una addizionale sulla bolletta dell'Enel (o rispettivi altri gestori), calcolata sulla base del consumo elettrico, per andare a coprire i costi del trattamento dei rifiuti solidi urbani.
Da quanto ho letto, sembra che l'addizionale sia applicata a discrezione del comune, ma ancora non ho trovato da nessuna parte una indicazione dei parametri utilizzati (dal mio comune) per calcolarne l'importo.

Il peso di questa tassa sulla bolletta elettrica è notevole, in alcuni casi si è arrivati al raddoppio dell'importo (nel mio caso si tratta di solo il 65%).
Su quella voce viene poi applicata l'IVA, quindi si paga "una tassa sulla tassa".
Inoltre, non si capisce bene quale sia la relazione fra consumi elettrici e produzione di rifiuti urbani.
In barba a tutti i principi di trasparenza, questa addizionale è stata inserita, senza nessun preavviso e spiegazione, all'interno di una bolletta di un altro ente che con i rifiuti ha ben poco a che vedere.

Dopo questo "regalo di Natale" del precedente governo, l'unica cosa da augurarsi è che le nuove entrate, derivanti da questa addizionale, vadano effettivamente a coprire i costi di smaltimento rifiuti e non a ripianare i bilanci.

Aggiornamento 19/12/2011:
Riporto di seguito alcuni estratti delle leggi.

dl 225/2010 (milleproroghe)
...
b) i comuni possono deliberare un'apposita maggiorazione dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, con maggiorazione non superiore al vigente importo della predetta addizionale;
...


dl 511/1988
...
Articolo 6.
1)
È istituita una addizionale all'accisa sull'energia elettrica di cui agli articoli 52, e seguenti, del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, di seguito denominato: testo unico delle accise, nelle misure di:

a) euro 18,59 per mille kWh in favore dei comuni per qualsiasi uso effettuato nelle abitazioni, con esclusione delle seconde case e con esclusione delle forniture, con potenza disponibile fino a 3 kW, effettuate nelle abitazioni di residenza anagrafica degli utenti, limitatamente ai primi 150 kWh di consumo mensili. Per i consumi superiori ai limiti di 150 kWh per le utenze fino a 1,5 kW e di 220 kWh per quelle oltre 1,5 e fino a 3 kW, si procede al recupero della relativa addizionale secondo i criteri stabiliti nel capitolo I, punto 2, della deliberazione n. 15 del 14 dicembre 1993 del Comitato interministeriale dei prezzi;
...
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Il buco gli è sempre i' solito

Pubblicato da Fabio il 08/12/2011 alle 22:34 in "Secondo me".
Non sono il tipo di persona che discute di politica frequentemente e soprattutto, non sono il tipo di persona che vi ripone una gran fiducia. La tanto attesa e necessaria manovra salva Italia ha confermato sospetti e preoccupazioni.
Ma cosa dovevamo aspettarci? In fondo nel parlamento siedono le stesse persone di prima, sembra quasi che il governo tecnico sia saltato fuori proprio per fare il lavoro sporco.

Alla fine ci siamo ridotti a percorrere la strada più facile e più battuta, con giusto qualche contromisura per distogliere l'attenzione dal bersaglio grosso.
Quelle manovre coraggiose, quelle riforme strutturali dove siano finite non si sa, ma nella fretta sono andati sul sicuro, "piangendo", ma sul sicuro.
Si potevano fare tante cose per avvicinarci a quel concetto di equità che alcuni si prefiggevano, ma non è certo tassando gli elicotteri e inserendo un super bollo che la si ottiene.
Gli sprechi di questo stato li conoscono tutti, ma per ora andiamo avanti alla vecchia maniera e poi si vedrà...
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